Immagini di purezza

Vorrei sondare immagini
della mia vita passata
intrise di purezza salva-vita.

Ridurre la discrepanza:
rendere trasparente l’impostura.

Nei miei ricordi da ribelle
ho incastonato un credo,
unito nelle piazze e lontano
dagli schermi.

Altre piattaforme
riempivano gli sguardi;
solcavano i passi
meno ammaestrate pianure.

Allora, quando il bancomat
era solo un simbolo
da imbrattare con un uovo

e i letti in cui dormivo
erano solo una pausa
tra l’azione e il paesaggio successivo

la vita mi appariva come gioco
estraneo ad ogni compromesso

e non come un modo meschino
di giustificare al me ragazzo
l’uomo che sono diventato, di riflesso.

Non c’è fiume, né corrente
contro cui andare: soltanto
un timido fluire cui sfociare.

Perciò, non mi rimane che la fuga,
sperando l’amnesia possa giungermi
in soccorso, dimenticare in fretta

la strada del ritorno.

Immagine di Robert Giusti

а я люблю ссср

Ieri il presidente si è insediato,
oggi il compleanno del partito:
troppi ricordi, lasciatemi qui,
dove le odorose pietre miliari
del potere non arrivano;

non sono fresche, non sono rose,
è un olezzo strano, che sa di vecchio,
sa di ospedale, sa di carcassa
di animale in putrefazione:

la dannatissima de-evoluzione
che ci costringe, tra un quarto divino
e un altro di noia, a dover scegliere
tra la celebrazione del boia
o la canzone del marinaio.

Segnaliamo per i meno abbienti
la situazione del quartiere operaio
su rete 4, alle ore venti,
la deplorevole dissoluzione.

Ma come, non vedete queste persone?
Non vedete che gli mancano i denti
e anche la casa, in pieno gennaio?

Cantate di ciò che è stato
e di quello che verrà, con gaudio
di tutti i presenti.

Ma se sono diversi,
se pregano Allah,
non voglio nemmeno sentirne
i discorsi: spacciano, bevono,
dormono tersi di fronte gli androni
dei nostri portoni.

Sporcano, rubano, protestano anche!
Non sono uomini, sono fantasmi;
chissà quali arie di libertà
si davano in Congo, fra il Tigri e l’Eufrate,
nelle ore di veglia tra il viaggio ed il sogno.

Beati i popoli che non hanno bisogno
di santi, governi e di eroi.

Immagine via Russia Beyond

Questo vizio del lavoro

Divano GRÖENLID grigio fumo
449 €. Pronta consegna
e montaggio incluso.

Sarà segnata la profondità?
94 cm.

Tappeto a tessitura piatta
170X240 cm
“fatto a mano/fantasia”
199 €.

Ricambio levapeli: 0,95 cent.

Cuscino a fantasia scura
50X50 cm:
7,95 €.

Faccio dopo il totale.

A Elena piacerà.

Set di tavolini STOCKOLM:
199 €.

Non trovo la disponibilità
sul catalogo
(forse è esaurito).

Servizio trasporto leggero:
29 € in 24 h.

Non c’è il modello che cerco.

Da quando hanno tolto
le micro-matite in legno chiaro
non posso controllare.

Scarico l’applicazione.

Il reparto letti mi dice
che “l’amore non finisce”
quindi il mio
è un investimento sicuro.

Provo il nuovo lattice
a 149 €.
Meglio le molle:

con l’arrivo della primavera
mi danno una sensazione
di maggiore sospensione.

Da quando mi sono licenziato
ho molto più tempo per me
                                per noi.

Possiamo venire tutti i giorni all’ikea
e perderci tra le quinte
di case che non vivremo mai
come in “Ferro 3”.

Faccio il bagno
nella vasca a idromassaggio
e ordino una pizza gluten free
su justeat.

Il ragazzo di deliveroo
ha la pelle scura.
Lascio sempre la mancia
sulle scale
(spero apprezzi).

Restiamo a guardare la pizza
colare giù dal muro
come fosse un quadro astratto.

I ragazzi che soggiornano da me
su airbnb
sono in città per lavoro.

Li guardo come qualcosa
di preistorico nell’Antropocene:
ammiro il loro sudore.

Alla sera
guardiamo una serie su netflix.

Mi guardo l’ombelico.
Lo so: sto ingrassando.

Domani vado a correre.
Domani, giuro.
Finite le scorte di salmone.

Se riduco la colazione, forse
brucio le calorie sul nascere.

Do un’occhiata al reparto bare:
un loculo di 160X70 cm
dovrebbe bastare.

160X80.
Meglio star comodi,
non si sa mai.

Com’è che diceva il saggio?
“Le macchine devono essere comode,
non le persone.”

Considero
che se mai dovessi innamorarmi ancora
sarebbe di un avatar per il 70%
della giornata.

Faccio volentieri a meno.

Ogni tanto, esco nel parcheggio.

Per non perdere l’abitudine al mondo.

Cammino in diagonale
abbattendo la quarta parete
senza avere la benché minima idea
di come funzioni la relatività
E=MC2
comincio a interagire ma
poi rientro

e anche quando percorro
un campo profondissimo a perdita d’occhio
alla fine sto solo
correndo sul posto.

All’interno
è tutto talmente in ordine.
Anche Elena, sorridente all’ingresso.

La ritrovo con la sua etichetta:
bella, sintetica.
Sempre la stessa, anche in salotto.

Ora siamo rimasti in tre:
io, lei, il divano.

Guardiamo questa serie su netflix
di un tizio che vive all’ikea
e ha questo vizio del lavoro.



Testo pubblicato sul n. 1 di Menelique – “I futuri del lavoro”
Illustrazione di Laura Bagnera

Il nulla creatore

“Ciò che fa male non va raccontato”,
mi dissi, una sera d’estate,
quando i morsi della fame si facevano
più stringenti e l’anima di Tondelli
era occupata a cancellare le bestemmie
dai suoi libri precedenti, pensando
“così non si può continuare.”
Certo, anch’io credevo di esistere,
di voler stare bene e perseguire
ciò che più mi dava gioia e per cui
nutrivo reale passione: solo che poi
capii che non era possibile,
che la felicità è una morbida prigione
di pastiglie effervescenti e contagocce
e che avevo ancora del lavoro da fare.
Dello stacanovismo parleremo in un’altra
occasione; sono stanco di spiegare l’ovvio
– anche perché il prossimo reazionario
potrei essere io, se non sto attento
al mio istinto di conservazione,
ché la macchina non è il male
ma può aiutarci a liberarci,
ché siamo tutti macchine desideranti
in quanto esseri umani
e l’umano non è “barlume”
da salvaguardare, ma limite da superare
– per affrancarci da ciò che ci uccide.
Saremo ancora capaci d’amare,
d’incontrarci, piangere, colpire?

Questo tu chiedi.
Non cercare altra risposta
che non sia Poesia.
Un fiume sotterraneo
pronto a esondare

𝙸𝚜𝚝𝚛𝚞𝚣𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚊𝚕𝚕𝚊 𝚛𝚒𝚟𝚘𝚕𝚝𝚊 esce in un’edizione Eretica!

Come alcuni di voi sapranno, questo libro ha avuto una gestazione difficile. Anche per questo, vi sono particolarmente legato.
Racchiude trenta componimenti scritti tra il 2014 e il 2019. Alcuni di questi sono apparsi su riviste, CD, blog, raccolte; altri sono del tutto inediti. A impreziosire l’edizione, ci sono poi quattro poesie visive che ho realizzato tra il 2014 e il 2016.

Dopo tante peregrinazioni, 𝙸𝚜𝚝𝚛𝚞𝚣𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚊𝚕𝚕𝚊 𝚛𝚒𝚟𝚘𝚕𝚝𝚊 ha trovato finalmente una casa e una forma cartacea, con la splendida copertina di Luc Fierens, che ringrazio per la comunanza e l’amicizia.

Ringrazio l’editore, Giordano Criscuolo, e la redazione di Eretica Edizioni per avermi accolto nel loro catalogo, popolato da autori e autrici che stimo.

Forse ha senso che questa silloge esca in tempi di separazioni e distanziamenti. La poesia può servire, in questo senso, ad accorciare le distanze, creare alleanze, affinare i sentimenti e superare il recinto letterario. Mettendo in relazione tutti coloro hanno smesso di attendere.

Cito dalla prefazione di Carmine Mangone: “Non riusciamo a resistere, e mai resisteremo, alla voglia di aprire quella porta che dà sull’impossibile.”