Come pelo nella minestra

fuori
è un cielo clandestino:
pioggia di giorno
e sole di sera

ma io sto qui
sotto il tuo davanzale
con occhi molto grati
e un sorriso da bastardo

qui piantato
al tuo capezzale
busso alle porte
della compassione

mai una volta
che ti sia affacciata
anche solo per dirmi
“coglione”

ma stanotte è diverso:
il vento che soffia
(imperterrito)
io non lo sento

e la fronte bagnata
evapora piano
di pensieri rivolti
alla tua finestra

qui rimango
a fare il palo
e quando sarò stanco
sempre qui sarò, sdraiato

(come pelo nella minestra)

stanotte non ho paura
nemmeno di morire
il Governo è caduto
e tutto va bene

per le strade impazza
la rabbia repressa
di gente che sfonda
vetrine già aperte

io però
non vi prendo parte:

solo m’immagino
fra le tue coperte
godere d’un affetto
caldo e asciutto

poi
orribile orrore
scruto il citofono
e non vedo il tuo nome

al suo posto c’è solo
quello di un tale
“Michele
Fandango”

non so
se ora piango
la pioggia si mescola
al freddo dei giorni

so solo che resto
fermo qua sotto
senza spostarmi
fin quando non torni

boh