Painless with a great closeness

un giorno capitò, quasi per caso:
un fotografo fotografò una fotografa,
poi si scambiarono gli scatti,
così, tanto per fare impressione

presero le rispettive misure e
– superata la diffidenza iniziale –
s’innamorarono,
come i bambini che erano

presto capirono che il tempo
non lo puoi controllare
e che la luce dipende solo
dalla persona con cui la guardi

partirono entrambi per un luogo
in cui le apparenze non contavano,
al di là del visibile,
al di là delle culture

capirono che amare
non significa necessariamente
avere un obiettivo comune, anzi:
nulla era parso più simile al vivere

senza preconcetti, senza pretese;
dal canto loro, era come perdersi:
perdere tempo, perderlo insieme,
non fare niente

(da leggere preferibilmente con: alt-j, Taro)

2 pensieri riguardo “Painless with a great closeness”

  1. *il brano mi piace mooolto ..
    **il tuo blog è instabile o sbaglio :D?!! spariscono i post (non posso commentare su f.volo :D)(ed avevi ragione) e spariscono anche i commenti … ahhahahah

    1. *non sono un estimatore dell’arte del tutto commentare; personalmente lo faccio di rado, ma leggo con attenzione tutto ciò che mi si scrive
      ** qui non sparisce nulla, semplicemente scelgo di non approvare i commenti che non mi convincono; ad esempio, se si sta commentando una poesia, il commento dovrebbe riguardare la poesia
      *** in realtà nutro un’incondizionata stima per Fabio Volo e spero che un giorno mi porti nel parnaso della cultura italiana insieme a Linus e Fiorello

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