Ragni rossi

a noi che piace
farci del male
roba che neanche
“Arancia meccanica”
o “Funny games”

sadici giochi
per ruoli automatici
che portano a finali
ancora più splatter
nel mezzo del Maine

mettiamo a punto
la bizzarra equazione
tra cinema e vita
amore e religione
sport e politica

ed io, che vorrei
rompere il dedalo
svelare l’arcano
gridare “time out!”
il gioco è truccato

invece proseguo
meccanicamente
la nostra lotta
capace e pervasa
di tracce indelebili

ma, ecco l’arbitro:
lo vedo, lo punto
il cartellino si leva alto
– un inno alla gioia dolente
tra i fischi e gl’applausi –

ecco, ci sono:
gli rompo una gamba
son quasi espulso
quasi fuori gioco
quasi esonerato

ora, davanti la porta:
calcio di rigore
calcio negli stinchi
silenzio di stupore

“ti maciniamo vivo!”
urlano i tifosi
anelanti di carne fresca
mentre afferro il pallone
e corro, in direzione opposta

trasformando il tutto
in un match di rugby
faccio un touchdown
da scuola canadese
e vinco

“non durerà a lungo”, penso
già m’immagino
in un letto d’ospedale
lacerocontuso
a cibarmi di frullati

quindi esco dallo stadio
entro in un bar
chiedo al barman un caffè
e  nell’attesa
scrivo una poesia:

non temere,
la mia faccia da pugile
non è mai stata meglio
e l’amore che provo
è lo stesso d’un tempo

non preoccuparti
per le ferite che vedi
sulla faccia e sulle mani:
non è sangue
sono solo ragni rossi

(da leggere preferibilmente con: Goldfrapp, Lovely head)