Ti cammino sotto i piedi

ti cammino sotto i piedi
a nessuno viene in mente
che spettacolo si perda
procedendo, a passi svelti
in posizione eretta
mentre io, sottosopra

vedo pagine di fianco
e geografie sensibili
vedo fiori e boccioli
ricoperti d’arancio
fra lo schiudersi di gambe
e l’onere dei tombini

e tu sopra mi cammini
ignorandomi, persino
senza fare troppo caso
al frastuono suburbano
di gambe e di bocche
castigate d’astinenza

mi ci vuole pazienza
ma sorrido, infondo al viale
penserai: “macché cretino”
mentre io qui, disteso
piegandomi di sbieco
ti rivolgo un altro inchino

(delucidazioni qui)