Nessuno si domanda che aspetto abbia il mondo dalle cinque meno un quarto alle sei, d’inverno

sognando luci d’un mondo imperfetto

mi sovvien questa canzone:

sui marciapiedi, esenti da sguardi
incontro parole
ripiegate, chiuse in se stesse
come le case, le chiese, le scuole

gocce di pioggia scure
s’alternano alle nostre vite
decretando una triste divisione:
chi ha mogli
chi ha letti
chi ha figli
(chi è bagnato e chi no)
ma chi si ama si battezza

in mezzo alle ferite
è il grande Leviatano ora

scioglie la sua magica medicina effervescente

mentre le donne aumentano

il passo: TIC TAC TIC TAC TIC TAC
fumo che sale, cicche spente
e la benzina che penetra
il tuo carburatore
non è niente, a confronto
dell’astuto decantare
di novelle e di passioni
di tramonti a cui rivolgere
i tuoi grandi occhi stanchi
demolita istituzione

alza la testa, apri le braccia
non rimane che vedere

art-in-the-street-la1

4 pensieri riguardo “Nessuno si domanda che aspetto abbia il mondo dalle cinque meno un quarto alle sei, d’inverno”

  1. mi piace moltissimo questo scritto, ma mi ha conquistata a tal punto da commentarti, questa parte:
    “e la benzina che penetra
    il tuo carburatore
    non è niente, a confronto
    dell’astuto decantare
    di novelle e di passioni
    di tramonti a cui rivolgere
    i tuoi grandi occhi stanchi
    demolita istituzione

    alza la testa, apri le braccia
    non rimane che vedere”

    lo penso spesso, tutto ciò … è bello vederlo scritto in altri luoghi, da qualcun altro.

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