Il gran terremoto dell’EmiGlia

della tua schiena intersecarsi
tra le mie mani tremanti
non ho che un vago ricordo,
ormai:

del mio sguardo antropologico,
dei tuoi gesti dosati,
dei nostri discorsi edulcorati,
da personaggi di commedie brillanti,

della tua bocca rapace allinearsi
alla mia, mentre strisciando,
da perfetti sconosciuti già amanti,
percorrevamo i muri di via Irnerio

e lì, in quel che passò alla storia
come “il gran terremoto dell’Emiglia”,
quando i prati si tinsero di rosso
e gl’oceani furon ricoperti di cenere

quando il cielo divenne un abisso
e le trentasei lune si fusero insieme,
allora, in quell’unico frangente,
il nostro bacio sfiorò l’Iperuranio

2 pensieri riguardo “Il gran terremoto dell’EmiGlia”

  1. “del mio sguardo antropologico,
    dei tuoi gesti dosati,
    dei nostri discorsi edulcorati,
    da personaggi di commedie brillanti,”

    mi hai graffiata dentro. grazie.

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