Discerniti da me

Discerniti da me, ch’io ancora non esisto;
non faccio sconti, né a te né a me stesso,
che di parole annego nei fiumi
– santi i numi di bellezza profana,
puttana è la vita in ciò che consuma.
Chiaroveggenti i dottori di domani,
buchi di culo diluiti nel sogno
d’ “un posto al sole”, raitre, ore nove.
Le cose nuove ch’io vedo rifuggo;
ho disimparato a parlar d’amore,
nessun assioma può valer quanto
la composizione d’un riso sul volto,
l’irruenza d’uno sguardo deciso
e in esso, il concatenarsi del pianto.
Deriso il concetto, minore è la mole
dei nostri abbracci: pieni d’idee,
ma scevri d’in sé,
profumo, tatto, linfa, calore.

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