Le lodi dell’insipienza

Riassunto delle puntate precedenti:

La rete, ormai fitta e inestricabile,
e noi – io e te – intrappolati in essa,
in un mondo meta-linguistico,
una giungla popolata da mostri;
è uno strano mondo, il nostro,
il ragno tesse le lodi dell’insipienza
e il mondo sensibile non è contemplato;
e tutto scivola, senza riguardo,
in uno slalom di format sfornati
– grammatiche posticce
elucubrano gravi applicazioni;
ma nell’epoca interconnessa,
i veri nerd sono coloro
i cui occhi e sangue e grida
escono di casa
e s’incontrano per strada;
forse è così:
non siamo fatti per l’intelligibile,
preferiamo essere umani, selvaggi
in anfratti – inconcrete,
impalpabili ombre.
Com’è accaduto?
Chi è il responsabile?
Abbiamo perduto l’ ultima libertà:
quella di esistere.

Stato attuale:

Sovvertiamo questa celia!
Correggiamo quest’errore!!!
Abbiamo sofferto, per evolverci,
rinunciando alle antiche passioni
– la sete di dominio,
l’istinto alla caccia, all’espansione –
stati d’agitazione hanno portato
a ribellarci a millenni di morale
per costruir le tombe del potere
e adesso? – di nuovo schiavi,
piccoli, terreni, come egiziani
– di profilo – cavalli di legno
e di segatura, senza redini;
nessun Omero a cantar le gesta
di tanta umana pigrizia:
privi della facoltà di guardare avanti
stiamo di lato, in disparte, di sbieco;
ma per nostra fortuna,
la storia è imprevedibile,
e non per grazia ricevuta,
ma per forza di cose!

Prendi un oggetto
(o ciò che ne rimane) e rompilo in terra:
non siamo niente più
di questi cocci sparsi:
possiamo ancora scegliere – di perderci.

Louise Bourgeois,
Louise Bourgeois, “Maman”, 1999

(Anche su Il Bestiario)