Qui non c’è niente da rubare

Qui non c’è niente da rubare:
son stato io a rapirvi lo sguardo,
togliendovi la facoltà di decidere,
congelandovi l’immaginazione.

Qui non c’è niente da rubare:
sono io, ladro di sogni, a nutrirmi
d’ogni vostro più piccolo segreto,
trasformandolo in stupore.

Qui non c’è niente da rubare:
non troverete che la vostra vita
capovolta, un po’ più bella forse,
e appena un po’ più tragica.

Ma ora no, non rifiutatevi,
sentendovi beffati e denudati,
perché altri si sono arricchiti
dei vostri passati vagiti;

non singhiozzate, non disperatevi,
tanto qui c’è ben poco da piangere,
perché ciò che avete perso
non è mai stato né vostro né mio.

Magari, con fare distratto,
mi regalerete ancora un sorriso
e poi, se avrete deciso,
potrete imparare a guardarvi intorno

e capire che c’è tutto da perdere
e tutto da prendere dall’insignificanza;
vestitevi d’inutile, e non avrete mai
di che temere o regalare:

occhio per occhio, niente per niente.

David Hammons, "Vendita di palle di neve", 1983
David Hammons, “Vendita di palle di neve”, 1983