Cavallerizza poetry slam!

Un piccolo estratto della competizione di ieri sera che mi ha visto vincitore al Cavallerizza poetry slam. Un ringraziamento particolare va agli organizzatori nonché mc della serata, l’incontenibile Francesco Deiana e il laconico Davide Bava, oltre a tutti i poeti, poetesse e performer partecipanti.

Prossimamente, sulle frequenze di Radio Banda Larga, all’interno della trasmissione Poetry Club, troverete la puntata della gara per intero.

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(Ph. Martina Galipò)

Majakovskij nel bagno

Caro mio amico e fratello,
compagno di notti insonni
sudate sull’eremo di Tizzano,
una durissima sciarada ci attende
tra le piaghe della fame
e la mancanza d’appetiti.

La mia paura d’arrivare in cima
è tale – nell’amara consapevolezza
di non poter varcar la soglia –
che, solo, mi aggiro tra ciò che sono
e ciò che gl’alteri aspetterebbero.

Nessuno è pronto adesso
a rimembrare il suono dello sparo,
ma tutti vorrebbero essere al mio posto
mentre, solo, mi accingo a spingere
la porta che divide il bagno dal soggiorno
– lasciando il peso delle mie fatiche
a raggelarsi sul mio letto –
e il cadavere di Vladimir
lì disteso, sul pavimento:
batte ancora il suo gran cuore
nello scarico che, lento,
vorrebbe ingoiare i segni
di un dolore così grande.

Nessuno è pronto adesso
a rimembrar le urla salire per le scale,
ma tutti vorrebbero essere al mio posto,
da cotante tubature sgorganti sangue,
per colare, coscienziosi, sulle membra.

Vane le nostre esistenze di fronte a tale perdita
(e questo è forse il punto: altre vite abbiamo avuto,
senza rendercene conto), presenze nell’assenza
di un’impropria occupazione.

Il fatto è, mio vecchio,
che ci accingiamo ad usurpare il posto di chi, invero,
fu disposto anche a morire per la sua Rivoluzione:
benché ci dia diletto pensare d’esser come loro,
sopravvivremo, nostro malgrado, a questo mondo
ché di esso siamo figli e ad esso infami torneremo.

Ma la follia è da pagar cara – come la solitudine,
del resto – generata (e non genetica)
dal troppo lauto prezzo.

Perciò brindo:
a ciò che siamo stati, a ciò che non saremo.

 

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