Urge la RUGGINE (a Walt Whitman)

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Io credo nella carne e negli appetiti,
vista udito tatto sono miracoli, e ogni parte o residuo di me
è un miracolo.

Walt Whitman, Foglie d’erba

Dannato stramaledettissimo ragazzo,
hai messo nei tuoi versi tutto lo scarto risibile del linguaggio e anche di più,
sei illeggibile, improponibile, puoi esser solo performato, urlato per strada e sui fiumi
dannatissimo ricchione innamorato della vita e di tutto ciò che la circonda
dannatissimo ingenuo sorpreso da tutto ciò ch’è visibile, tu non hai filtri
ma schernisci e mi spingi sul bordo
d’un precipizio e ti dici pronto
a tendermi una mano
mentre precipito, crudelmente avverso
a tutto ciò che esperisco
agli universi paralleli, all’implosione del verso
nell’attesa del suolo,
ma non posseggo e non ricerco
ciò che invece tu riesci a cogliere
nella velocità del paesaggio urbano
piano dopo piano dopo piano dopo piano dopo piano dopo piano dopo piano
mi sta scoppiando il cuore, e tu lo sai bene
non vorrei venisse spiattellato, così come
i tamburi che battono al richiamo
d’un sentire comune e tutti e tutte in cerchio
per esperire ciò che la vita spreme
e viene bevuto fino all’ultimo goccio
si attardano ore piccole
fino all’ultimo respiro
stacco pubblicitario: sono in arrivo S. T. EYE:
i preservativi che cambiano colore
a seconda del tuo stato d’eccitazione
così che da oggi finalmente potrai capire
se la tua ragazza ha finto l’orgasmo o meno
poiché giallo ocra=distrazione
verde acido=chissà cosa davano
in televisione
(sul marrone, meglio soprassedere)
abbiamo sconti sul blu che diventa rosso
passando dal viola dell’ematoma
ma chissà se troveremo mai la soluzione
per i corpi che non si ascoltano
che-non-si-ascoltano
vogliamo tutto (già visto, usato, garantito)
con la sigla di mission impossible
e gli spari di pulp fiction
ma chissà a che punto è
la step-child-adoption
che vuoi che ti dica?
nulla è per sempre ma la mancanza di senso
prude ancor più dell’ortica
mai una volta nella vita
ho potuto godere di un autentico e ingenuo
innamoramento per la bellezza
(altra immagine retorica per non dire fica)
strumento irregolare, scorrettezza di base
mancanza di sintassi/assemblage/epistassi
e giungo con Nico alle contrade del furore
con un passaporto in mano e un fazzoletto
NERO
sono il figlio clandestino di ogni tuo sogno abortito
del reparto uno al diciottesimo piano
sul sentiero
ancora attendo un ospedale in cui
qualcuno applichi la 194
urge la ruggine e non gratto via il ricordo
ancora aspetto che tu mi dica:
“dammi la mano e ti salvo”
ma nel tenderla tu mi secchi con due dita cavandomi gl’occhi
ed io cieco precipito senza vedere
dove e quanto sto cadendo
e penso a te e penso a me e penso a gl’altri
sui binari del treno a replicare i puerili canti
di diverbi trasversali che non siano a due
ancora aspetto che tu mi afferri le mani
e mi dica : “sono tue”.