Qual è il tuo nemico?

Il mio nemico sono io:
me stesso,
distinto e separato dagl’altri,
che fanno così tanto
per sentirsi parte di qualcosa.

Il mio nemico sono io
ogni volta che,
guardandomi allo specchio,
somiglio al mio nemico
e non mi sputo in faccia per questo.

Il mio nemico sono io, ogni boia volta
che giudico e sto zitto,
senza dire cosa penso,
perché penso di essere migliore
di tutta quella roba lì.

Il mio nemico sono io,
perché sosto e non capisco
che siamo io e il mio pensiero
ad essere gli estranei, qui.

Il mio pensiero è nemico dei miei amici,
perché vorrebbe conoscere i loro pensieri
e non conoscendoli crede di conoscerli,
si fa delle teorie, e su queste costruisce
le sue traballanti impalcature.

Impalcature nemiche.

Il mio intelletto vorrebbe
che le altre intelligenze
fossero nude e spaventose come lui.
Non pavide, rispettose, rassicuranti.

Il mio intelletto sparerebbe a vista
a chiunque non la pensi come lui.

Ma per fortuna ci sono io,
che sono mio nemico.