Ti cammino sotto i piedi

ti cammino sotto i piedi
a nessuno viene in mente
che spettacolo si perda
procedendo, a passi svelti
in posizione eretta
mentre io, sottosopra

vedo pagine di fianco
e geografie sensibili
vedo fiori e boccioli
ricoperti d’arancio
fra lo schiudersi di gambe
e l’onere dei tombini

e tu sopra mi cammini
ignorandomi, persino
senza fare troppo caso
al frastuono suburbano
di gambe e di bocche
castigate d’astinenza

mi ci vuole pazienza
ma sorrido, infondo al viale
penserai: “macché cretino”
mentre io qui, disteso
piegandomi di sbieco
ti rivolgo un altro inchino

(delucidazioni qui)

Il romanticismo ha i giorni contati

credimi,
ho visto cose
che neanche immagini:

dirimpettai in pelliccia
gracchiare di rivoluzione
donne fare all’amore
con due uomini ed un cane
giovani già vecchi
spendere il proprio tempo
in fumo e pochi sogni
barboni con lo smartphone
chattare sotto un portico
un William Burroughs nano
dirmi che aveva sbagliato tutto
e un uomo senza un braccio
che andava ben orgoglioso
d’esserselo tagliato
per non pagare il mutuo

e in tutto questo
non un briciolo
di romanticismo

proprio così, è tutto vero:
il romanticismo ha i giorni contati
e nessuno, apparentemente
ha pensato di salvarlo

sarà che non rende l’utile
sarà che non riempie lo stomaco
sarà ch’è un vezzo inutile e dannoso
sarà ch’è passata, da un bel pezzo
la moda delle rose

ma anche se così fosse
– una corsa contro il tempo,
una partita a perdere –
allora, per così poco
non varrebbe la pena correre?

è una pazza idea utopistica
ne sono consapevole
e il nostro ruolo in questo gioco
è benché mai considerevole

ad ogni modo, per non far danni
gl’ultimi romantici
andrebbero sedati e congelati
prima che sia troppo tardi

ch’io non penso, sia chiaro
d’essere un profeta
o d’aver capito qualcosa
in più degl’altri, anzi:

io credo solamente
che la paura, nell’uomo
è insita
e ciò che non uccide
non fortifica, ma limita

e se questo non ti basta
ti porterò a vedere cose
di cui ignoravi l’esistenza
soltanto descrivendotele
senza uscire da una stanza

ascolteremo il blues del Cairo
senza bisogno di link su internet
andremo a vedere gli zombie
pisciare fuori dalle discoteche
saremo nudi, a vedere l’alba
ricoperti di foglie d’acanto
alzeremo le nostre teste
prendendoci per mano

riusciremo a mordere il cielo
e non dovremo saltare, nemmeno

(e se avete ancora tempo, ascoltate questo)